Sul mercato esistono diversi sistemi open source di gestione dei contenuti web, noti come CMS (Content Management System). Per farsi un'idea della quantità di scelte possibili basta dare un'occhiata qui. Alcuni dei più noti e apprezzati dal pubblico sono Joomla, WordPress e Drupal. Altri sistemi, come Plone e OpenCms, sono meno diffusi, ma a seconda dell'esigenza specifica possono risultare ugualmente validi o addirittura preferibili. Sul web abbondano i confronti che paragonano le diverse funzionalità dei sistemi CMS riassumendo il risultato in una tabella. Questo approccio, che per certi versi, ricorda la filastrocca "cielo cielo manca" delle figurine o carte collezionabili, è molto utile proprio perché feaures-oriented.

Proviamo ora ad indagare la questione da un punto di vista "storico". La storia è ricca di dispute tra tecnologie, come ad esempio il confronto tra abachisti e algoritmisti, le gare tra cavalli e le prime automobili, la competizione tra dirigibile e aeroplano. In molti casi storici la tecnologia vincente è risultata quella maggior apprezzata dal pubblico, che non sempre coincideva con quella caratterizzata (su carta) dalle migliori funzionalità tecniche. Questo ci ricorda che sono le persone, e non le tabelle tecniche, a compiere le scelte che determinano l'affermarsi di una tecnologia a favore di un'altra.

Andiamo quindi ad applicare un criterio di "misura della popolarità" ai vari CMS, senza preoccuparci di consultare le tabelle tecniche, né le funzionalità offerte. Per far questo indaghiamo il PageRank delle home page dei nostri CMS, utilizzando uno dei tanti servizi on line, ad esempio

http://www.prchecker.info/check_page_rank.php

Il risultato è il seguente.

http://drupal.org/          9/10

http://www.joomla.org/      9/10

http://wordpress.org/       9/10

http://plone.org/           9/10

http://e107.org/            7/10

http://www.opencms.org/en/  7/10

La misura della popolarità mediante il PageRank ci sembra uno spunto valido per stimare l'affermarsi di una tecnologia col passare del tempo. Ciò non toglie nulla alla bontà dei CMS open source meno popolari, che restano la soluzione ottimale per alcune piattaforme o progetti specifici. La classifica suggerita dal PageRank potrebbe però aiutarci ad intuire il trend verso il quale si muove il popolo del web, semplicemente confrontando i risultati dell'analisi a distanza di qualche tempo, per capire quale scelte stanno "perdendo" e quali stanno "vincendo".

Proviamo perciò a collocare la classifica ottenuta sopra in un contesto temporale più ampio, recuperando alcuni risultati da confronti effettuati negli ultimi 2-3 anni, ad esempio:

  1. http://net.tutsplus.com/articles/web-roundups/top-10-most-usable-content-management-systems/
  2. http://w3techs.com/technologies/overview/content_management/all

Che ci offrono rispettivamente le seguenti graduatorie

  • agosto 2009: WordPress, Drupal, Joomla, altri...
  • settembre 2010: WordPress, Joomla, Drupal , altri...
  • dicembre 2011: WordPress, Joomla, Drupal , altri...

Da questa analisi due cose saltano all'occhio: i tre CMS open source più popolari restano sempre gli stessi, ovvero WordPress, Joomla e Drupal. Di contro, i candidati che ambiscono invano al podio cambiano nel tempo e in alcuni casi non sono nemmeno presenti in tutte le classifiche considerate. Tracciando questi risultati nel tempo si ottiene qualcosa del genere (smorziamo le linee per avere un effetto esteticamente più gradevole)

trend_opensource_cms

Trend Opensource CMS

Chiaramente questa non è un'analisi tecnica né esaustiva, perché esistono decine di contents, classifiche e graduatorie più o meno ufficiali o imparziali. La nostra analisi vuole essere piuttosto un'indicazione “spannometrica” del trend di popolarità dei vari CMS, per cui il sorpasso di Joomla nei confronti di Drupal visualizzato sopra non è statisticamente rilevante. L'analisi ci conferma comunque che i tre giganti del CMS open source stanno cavalcando il successo da qualche anno, e ci sono buone ragioni per pensare che la situazione resterà pressoché immutata nell'immediato futuro. L'aspetto più interessante di questo approccio è forse la possibilità del “fai da te”, che incrociato col controllo del PageRank, mette un qualsiasi utente in condizione di raccogliere i dati in pieno autonomia, verificare la consistenza dell'analisi e tenere d'occhio l'andamento della popolarità di un software qualsiasi. Questo potrebbe far contenti coloro che amano verificare le fonti e diffidano delle recensioni potenzialmente di parte o poco imparziali.

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