Cos’è una AMP? A cosa serve?


AMP: Accelerated Mobile Page. Ne ho davvero bisogno per migliorare il ranking del mio sito?

Forse hai sentito parlare di AMP esplorando la nuova Google Search Console, o forse hai cercato informazioni su come ottimizzare il tuo sito web per gli utenti mobile. Le AMP, o Accelerated Mobile Page, sono un progetto lanciato da Google per migliorare le prestazioni e la velocità di caricamento delle pagine fruite attraverso i dispositivi mobili.

Si tratta di un progetto rivolto soprattutto a blog e siti web che ricevono grandissimi volumi di traffico da smartphone o tablet, e riguarda un po’ meno gli e-commerce e i siti web aziendali più statici. Come abbiamo già visto in diverse occasioni, la velocità di caricamento risulta essere un fattore determinante nel posizionamento sui motori di ricerca. Un sito completo e veloce a caricare sarà spesso favorito a scapito di un sito perfetto a livello di contenuti che non riesce a caricarsi in un lasso di tempo inferiore ai 4 secondi. Nella fattispecie, i siti di informazioni o divulgazione di news devono avere tempi di risposta eccellenti. Lo ha spiegato bene David Besbris di Google: «Ogni volta che un articolo ci mette troppo tempo a caricare e raggiungere un lettore, quel lettore è perso per sempre».

AMP: il contenuto, nudo e puro

La pagina AMP concentra le sue caratteristiche sulla foto principale e sul testo, proprio come piace all’utente e come meno gradiscono i web designer e i proprietari. Questi contenuti vengono inseriti nella cache di Google e vengono serviti istantaneamente ai clienti, senza scarti di tempo, consegnando all’utente informazioni dirette, facili e veloci. Combinato ai dati strutturati della SERP, il servizio AMP punta alla velocità e all’informazione diretta, che non ci gira più attorno.

L’utente non ha voce in capitolo: non sceglie di navigare sulle pagine AMP, ma effettuando una ricerca da smartphone e colpettando sul risultato in linea con i canoni Google, potrebbe ricevere una pagina versione “accelerated”. Questo sistema rimuove tutti gli script, le animazioni e quelle funzioni che tendono inevitabilmente ad appesantire una pagina senza aggiungere nulla all’informazione davvero importante.

Secondo a quanto accertato da Google, il servizio AMP ha ridotto i tempi di caricamento dell’85%, rispetto al 15% registrato in precedenza. Nel 2015 il motore di ricerca aveva specificato che possedere pagine in AMP sarebbe stato uno dei fattori di ranking del futuro. La verità è che i contenuti in AMP sono difficili da configurare, semplificano in maniera un pò brutale l’impaginazione e richiedono una grande conoscenza dell’ecosistema.

AMP: serve davvero per il mio sito?

La risposta, come sempre in questi frangenti, dipende. Se il vostro sito punta all’informazione pura, senza troppi giri di javascript, allora sì. Nella fattispecie, AMP è perfetto per i blog e le riviste che pubblicano centinaia di articoli al giorno pensati per distribuire informazioni espresso. Un sito web istituzionale che promuove i prodotti industriali di una piccola azienda, invece, gioverebbe assai meno di una riconfigurazione dei contenuti per l’adattamento AMP.