Cache perché è importante per la memoria virtuale


Cache: che cos'è e perché è importante per la memoria virtuale

Spesso, quando si usa un computer – o anche uno Smartphone – si sente spesso utilizzare un termine preciso, “cache”, generalmente connesso a un concetto di “svuotamento” per non andare a sovraccaricare il dispositivo che stiamo utilizzando e per velocizzarlo. Ma che cos’è una cache e perché è importante per la memoria interna? Ecco come funziona e come sfruttarla al massimo per la propria attività on line, in modo da azzerare i tempi di attesa per il caricamento delle pagine.

Che cos’è una cache?

Partendo dal principio, analizziamo in dettaglio il termine “cache”, che deriva in origine dal francese “caché”, ovvero “nascosto”. Già da questa prima definizione possiamo intuire, a grandi linee, che cosa sia una cache, cioè qualcosa che non compare in maniera del tutto visibile in qualsiasi momento, diciamo così, ma entriamo in dettaglio. Per semplificarne il concetto, potremmo affermare che questo “strumento nascosto” non sia altro che una sorta di “memoria a breve termine”, ovvero uno spazio che si attiva quando un utente sta cercando un dato, oppure una pagina web in caso si parli di motori di ricerca. Quando avviene la ricerca, per prima cosa il sistema operativo tenta di recuperare l’informazione necessaria nelle cache, in caso sia già presente in questa particolare memoria di sistema che serve, appunto, per velocizzare una richiesta specifica dell’utente, che magari aveva già sondato proprio un certo dato di recente ed era rimasto, per questo motivo, in memoria cache. In caso l’oggetto della nostra ricerca non si trovasse propriamente in questo spazio, virtuale e veloce, ma pur sempre di capienza limitata, il sistema operativo rimanderà la richiesta dell’utente a un’altra cella di memoria, quella “a lungo termine” per rimanere sulla similitudine tra sistemi cerebrali e cibernetici. In un secondo momento, dunque, il dato verrà temporaneamente salvato nella cache, in modo da renderne più efficace la ricerca in futuro. Abbiamo chiarito che cos’è la cache, ma specifichiamo che, come appena affermato, essa deve dipendere necessariamente da una memoria primaria di riferimento. Di che cosa si tratta? Ci sono diverse possibilità: ad esempio, la cache potrebbe riferirsi alla RAM, cioè alla Random Access Memory, ovvero uno spazio di incameramento dati volatile su cui vengono caricati i programmi di sistema. Se stiamo usando un PC, ad esempio, la CPU, ovvero il Central Processing Unit, la macchina recupererà una data informazione proprio all’interno della RAM e, grazie alle cache, tale ricerca sarà velocissima, ancora più breve del tradizionale tempo di accesso. Disco rigido a parte, esistono anche cache di tipo virtuale molto utili alla navigazione e alla ricerca delle pagine, come per esempio le browser cache, che memorizzano i dati di accesso per eseguire più velocemente i login dei siti più utilizzati o quelli relativi ai classici form da compilare per questionari o acquisti. Per la vostra attività web? Molti siti gestiti in Cloud CMS permettono di utilizzare sistemi di cache superveloci, come Varnish, in grado di gestire traffico elevato con tempi di caricamento della pagina brevi ed efficienti.