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Collaudi funzionali di configurazione su Plesk

Il servizio di hosting offerto da Aziende Italia permette agli amministratori di una VPS, come ad esempio una VPS Small Linux, di gestire la macchina virtuale in modo semplice e veloce grazie all'interfaccia implementata da Parallel Plesk. Nelle scorse puntate abbiamo visto come compiere le principali operazioni di amministrazione del server e dei domini, usando un approccio pratico, per ottenere il risultato voluto nella maniera più semplice.

Quando gestiamo dei clienti su una VPS, non sempre ci conviene lavorare in questo modo. E' normale che un cliente non sappia subito quello che vuole, sia indeciso sul da farsi o su quanto spendere. Dal momento del primo contatto, passando per l'approvazione di un progetto, data di kick-off o rilascio live, possono passare settimane o mesi. Ma quando le cose vanno in porto, dobbiamo essere pronti a consegnare subito, o meglio “ieri”, ciò che abbiamo promesso.

Per nostra fortuna questo modo di lavorare (mi serve per ieri) non è una chimera, ma può diventare il modo normale di gestire l'apertura e configurazione di un nuovo dominio. Vediamo come Plesk ci viene incontro per semplificarci la vita.

Collaudo su un sottodominio

Una delle principali differenze tra un dominio (dominio di secondo livello) e un sottodominio (o dominio di terzo livello) è la modalità di registrazione presso il server DNS. Come discusso in questo articolo, la procedura di registrazione presso l'authority competente riguarda solamente il nome del dominio: gli eventuali nomi dei sottodomini, così come il loro numero, dipende invece dalla politica del provider. Nel nostro caso, quando aggiungiamo un sottodominio, il nuovo indirizzo sarà raggiungibile immediatamente, ovvero non sarà necessario aspettare il solito tempo di propagazione dei record DNS per vedere il sottodominio via browser. Questo accade perché il sottodominio viene risolto dal nostro server, direttamente sulla VPS, e non richiede l'intervento (tranne casi particolari) della configurazione DNS.

Questo comportamento può tornarci utile. Supponiamo di avere in ballo un progetto delicato, che richieda un'attenta configurazione di qualche modulo specifico (ad esempio PHP, CGI o altro), per cui non vogliamo aspettare l'ultimo momento per portarlo sulla VPS. Per essere pronti abbiamo già registrato il dominio che ospiterà il progetto, ad esempio

http://ilmiocliente.com

E' frequente, in un caso come questo, avere l'esigenza di verificare la fattibilità del progetto prima di andare live, ma senza anticipare alcuna anteprima pubblica sull'URL ufficiale (quello qui sopra).

Una verifica molto semplice, seppur non esaustiva, potrebbe consistere nel creare il sottodominio

http://ilmiocliente.lamiavps.com

sul domino lamiavps.com, che ovviamente deve essere già registrato e funzionante. In questo modo possiamo deployare il software del caso sul sottodominio, senza avvisare nessuno, e fare tutte le prove che ci interessano. Se la prova richiede solo qualche ora (o pochi giorni), è piuttosto improbabile che qualcuno si accorga delle prove che facciamo su un nostro sottodominio.

Al termine del collaudo possiamo riportare in locale il software (se abbiamo apportato modifiche), salvare la configurazione del sottodominio (vedi questo articolo) e cancellare il sottodominio. Tutto tornerà esattamente come prima, non avremo svelato alcun segreto e ci sentiremo più sicuri sulla buona riuscita del progetto.

Cambiare assegnazione del dominio

In alcuni casi la procedura appena vista potrebbe non fare al caso nostro. Per quanto la gestione di un dominio e di un sottodominio siano quasi uguali lato server, esistono delle piccole differenze. Se pensiamo che tali discrepanze potrebbero essere critiche, forse è meglio eseguire i collaudi sull'host definitivo, quello che sopra abbiamo identificato come http://ilmiocliente.com.

Se il progetto non ha particolari vincoli di segretezza, e possiamo mettere online qualche pagina di prova senza compromettere l'esito finale, una soluzione è la pianificazione di un cambio di assegnazione del dominio. La procedura è molto semplice

  1. Creiamo il dominio normalmente (vedi Configurare un nuovo dominio su Plesk)
  2. Effettuiamo tutte le prove del caso sull'host name ufficiale (in questo caso http://ilmiocliente.com)
  3. Quando siamo pronti a consegnare il dominio al cliente, cambiamo il proprietario del dominio tramite Plesk, come indicato qui sotto

Cambio assegnazione del dominio

Cambio assegnazione del dominio

L'operazione di assegnazione di un nuovo proprietario (Assign New Domain Owner) è semplice ed indolore: dopo il primo step ci verrà chiesto se vogliamo cambiare le quote di funzionamento del dominio, per cui possiamo anche aggiustare il tiro all'ultimo momento, a seconda della necessità. Il cambio di proprietario è immediato, e non impatta la configurazione del dominio.

Il vantaggio, rispetto al collaudo su un sottodominio, è la possibilità di effettuare tutte le prove sul dominio finale, lavorando nell'ambiente di produzione definitivo senza dare alcun accesso al cliente.

Lo svantaggio è quello di fare le prove sull'host finale, ovvero mettere online pagine e risorse sull'URL ufficiale, più visibile e pubblico (rispetto ad un sottodominio). Chiaramente, se il cliente vuole vedere una demo, o abbiamo necessità di presentare il progetto in fase di analisi, il fatto di lavorare sull'host finale diventa invece un vantaggio.

21.05.2012

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