Parlando di SEO (Search Engine Optimization) capita spesso di parlare anche di Sitemaps XML, come se le Sitemaps fossero una parte integrante del SEO stesso, cosa che non è esattamente vera. Con questo articolo speriamo di fare un po' di chiarezza sull'argomento, spiegando i concetti teorici alla base delle Sitemaps XML e vedendo qualche applicazione pratica.

Iniziamo col ricordare che il SEO è l'arte di scalare le pagine prodotte dai motori di ricerca, che in inglese sono dette SERP (Search Engine Report Pages). Solitamente si cerca di raggiungere l'obbiettivo specificando keywords personalizzate e mirate per ogni singola pagina del sito, in modo da far apparire la pagina in cima alla SERP. Questo è molto diverso dallo scalare la SERP con l'intero sito, cosa che tra l'altro è impossibile o quanto meno insensata. Facciamo un esempio: se decido di vendere anelli e collane, probabilmente avrò una pagina dedicata agli anelli, un'altra alle collane. Un SEO efficiente dovrebbe far arrivare sulla pagina degli anelli tutti coloro che scrivono “anello” o “gioiello” nel motore di ricerca. Al contempo, se un utente scrivesse “collana” o “gioiello”, dovrebbe invece arrivare sulla pagina delle collane. Un buon SEO lavora pagina per pagina, e non sul sito nella sua interezza.

Le Sitemaps XML non hanno nulla a che fare, almeno direttamente, con questa funzionalità. In altre parole, la presenza o meno di una Sitemaps XML non aiuta da sola a scalare la SERP, anzi: una Sitemaps XMLS lasciata da sola, senza un SEO ad affiancarla, è praticamente inutile.

Vediamo perché. Le Sitemaps XML sono un concetto complementare al protocollo robots.txt. Si tratta di un protocollo vecchiotto e poco usato, ideato per suggerire ai motori di ricerca quali sono le pagine del nostro sito da non indicizzare. L'idea era quella di dire al motore di ricerca : “non perdere a tempo a guardare dentro la cartella /cgi-bin del mio sito: concentrati sul resto”.

Lasciamo perdere robots.txt, che è un protocollo esclusivo, e torniamo alle Sitemaps XML, che affrontano la questione da un punto di vista inclusivo. La Sitemaps è un file XML con l'elenco completo degli URL (del vostro sito) da indicizzare: se il protocollo robots.txt specifica gli indirizzi da escludere, la Sitemaps indica invece gli indirizzi da includere.

Si potrebbe pensare che ciò sia inutile, perché dovrebbero pensarci i motori di ricerca ad analizzare il nostro sito e indicizzare tutti i termini chiave. Questo è solo in parte vero, perché le pagine più visibili al motore di ricerca sono quelle raggiungibili da un altro link. In altre parole, se nessuno (nemmeno voi) puntate con un link ad una pagina, quella pagina rischia di non essere “vista” dal motore di ricerca. Questo può anche accadere per pagine con contenuti “embeddati” in qualche animazione Flash, che i motori di ricerca difficilmente riescono ad analizzare in modo efficiente.

Riassumendo, si potrebbe dire

  • Il SEO permette ad una pagina di scalare le SERPS, dicendo al motore di ricerca per quali parole chiave le pagina deve “rispondere”
  • La Sitemaps XML suggerisce al motore di ricerca le pagine da analizzare

Questo spiega perché si può vivere senza Sitemaps, ma non si sopravvive senza un buon SEO. Con un buon SEO deleghiamo al motore di ricerca la scelta delle pagine da indicizzare, senza preoccuparci se alcune pagine vengono saltate. Anche se “solamente” il 90% delle nostre pagine svettasse in cima alle SERP saremo più che soddisfatti. Viceversa, un'ottima Sitemaps senza l'appoggio di un SEO rischia di essere inutile. Il motore di ricerca analizzerà con cura tutte le pagine che gli abbiamo indicato, ma se il risultato fosse un PageRank pari a zero per ogni pagina, avremmo perso in partenza la gara.

La questione diventa più interessante quando applichiamo una Sitemaps ad un buon SEO. In tal caso potremo ottimizzare sia la scelta delle pagine, sia il rank di indicizzazione di ciascuna pagina. Non è facile spiegare in poche parole perché le Sitemaps XML aumentano l'efficacia del SEO, tanto che spesso si ricorre ad un approccio empirico: si produce una Sitemaps di scarsa qualità per un sito di prova, poi si clona il sito e si crea una Sitemaps di alta qualità per il clone. Pur utilizzando lo stesso SEO per ambo i siti (clone e originale), quello con la migliore Sitemaps tende a scalare le SERP più velocemente.

E' per questo motivo che alcuni SEO integrano, tra le loro funzionalità, la gestione delle Sitemaps XML. Esitono molto tool in grado di generare della Sitemaps, utili se dobbiamo ottimizzare un sito statico. Tutto diventa però più semplice se il SEO si occupa anche di generare la Sitemaps. Andiamo quindi a vedere un esempio pratico, facendo riferimento a WordPress, uno dei CMS più popolari ed affermati.

Il SEO by Yoast per WordPress

Il plugin SEO by Yoast per WordPress permette di generare facilmente un Sitemaps XML. Per l'installazione e una breve guida al plugin rimandiamo qui. Per utilizzare le Sitemaps XML è sufficiente attivarle spuntando la casella del menu Sitemaps XML del plugin

SitemapsXML

SitemapsXML

Occorre prestare un po' di attenzione alle “cose” da indicizzare: è quasi sempre utile indicizzare gli articoli e spesso anche le tag, ma non è sempre detto che ci serva includere nella Sitemap anche le pagine e le categorie. Tutto dipende da quello che vogliamo fare e dai contenuti specifici del nostro sito. E' importante ricordare che spuntando Sitemaps XML verrà generata una Sitemap per ogni nuovo post, inviando sempre e comunque una notifica a Google e Bing. Se vogliamo aggiungere un post che dovrebbe essere privato, o comunque “non troppo pubblico”, è una buona idea disabilitare le Sitemaps XML finché stiamo lavorando su quel particolare post.