Ottimizzare il posizionamento su Google


SEO 2018: strategie per ottimizzare il posizionamento su Google

Le tecniche SEO si adeguano ogni anno alle normative di Google e dei motori di ricerca. Ecco che cosa possiamo fare nel 2018 per ottimizzare il posizionamento

La SEO è un’attività che cresce in proporzione alle dinamiche di sviluppo di Google e dei motori di ricerca concorrenti. Quando gli algoritmi cambiano, gli esperti si attivano per adattare la disciplina alle nuove strategie correnti, diffondendo le best practices per poter sfruttare al meglio le nuove regole. Ogni anno, però, diventa più difficile riuscire a prevedere il comportamento di Google.

L’attività di Search Engine Optimization aiuta i siti web a migliorare il posizionamento del proprio sito web all’interno dei motori di ricerca, incrementando il flusso di visite e di potenziali clienti verso il business. Non tutte le strade che si trovano su internet, però, sono ancora viabili per posizionare bene il proprio sito web. Con il cambiare degli algoritmi, infatti, cambiano anche i metodi per posizionare il proprio sito web correttamente.

La SEO nel 2018: consigli per adeguare la strategia

Se il 2017 è stato un anno di User Experience e Machine Learning, nel 2018 il ruolo di spicco della SEO lo ha l’esperienza mobile. Circa il 60% delle ricerche vengono effettuate via smartphone, un trend destinato a salire ogni anno vertiginosamente.

Accesso da mobile

L’esperienza mobile, dunque, è uno dei punti cardine dell’accessibilità del nostro sito, e non dovrebbe essere mai trascurata. Per il nostro sito web, scegliamo un design liquido che si adatti a tutti i browser e tutti i device di consultazione: un sito facile da esplorare e comodo anche da piccoli schermi è un sito su cui, potenzialmente, si fa ritorno volentieri.

Per migliorare la fruizione via mobile è importante seguire le seguenti regole:

  • Utilizzare un protocollo AMP (Accelerated Mobile Pages) per velocizzare la navigazione;
  • Se abbiamo dei banner pubblicitari, facciamo in modo che siano poco intrusivi e non disturbino durante la navigazione.

Pillar pages

Specialmente quando il sito è ricco di informazioni interessanti, la strategia delle pillar pages può giocare a nostro favore. Si tratta di pagine dedicate a un argomento in maniera generica, che però vanno a toccare tutti i temi collaterali importanti. Alla pillar page sono legate, attraverso dei link, altre pagine che riportano importanti contenuti di approfondimento che possono entrare nel dettaglio. I “cluster content” così prodotti permettono alla pillar di posizionarsi sulle keyword generiche più importanti, attirando il flusso di visite sulle pagine che possono effettivamente posizionarsi e condurre l’utenza anche ad altri link interessanti.

Titoli “bait” e fake news al bando

“Non immaginerai mai che cosa ha fatto Google per proteggersi dalle fake news”: frasi nel genere non solo fanno irritare il lettore onesto, alla ricerca di informazioni serie, ma incoraggiano anche un sistema dove il titolo è uno specchietto per le allodole e, spesso, il testo non corrisponde a ciò per cui si è cliccato. L’utente non solo non tornerà più sulla pagina, ma bollerà anche i nostri contenuti come di bassa qualità. Parte dei motivi per cui le fake news sono diventate un grosso problema, lo si deve proprio a queste affermazioni che manipolano le notizie e le distorcono. Google affronta questo tema caldo dell’agenda 2018 con il pugno di ferro, e punisce severamente tutti coloro che incoraggiano o diffondono fake news o informazioni di bassa qualità (non autorevoli).

Come sempre, non esistono soluzioni facili per incrementare il traffico dai motori di ricerca verso il proprio sito web. Bisogna però riconoscere lo sforzo di Google di avvicinarsi sempre di più all’utente finale, puntando sulla qualità e sugli editori onesti, i quali non lavorano per il posizionamento fine a se stesso, ma per fornire prima di tutto un servizio di tutto rispetto.